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I Chidichimo

Arte e Cultura > Personaggi Antichi

Il deputato Luigi Chidichimo
e altri della stessa famiglia

Chidichimo Luigi, prima di essere eletto deputato al Parlamento nazionale, è stato sindaco di
Albidona e consigliere (o presidente) dell’Amministrazione provinciale di Cosenza. E’ figlio di
Nicolantonio e di Mariagiuseppa Rovitti. E’ nato nel 1835 ed’è morto nel 1904. Sindaco di
Albidona nel 1871, 1874, 1876, 1878, 1879, 1880. Deputato al Parlamento nazionale nella 10°
(marzo 1867-dic.1870) e 14° legislatura (1880-1882).
Il deputato Chidichimo fa un’interrogazione sulla strada Civita-Rocca Imperiale-1878. (MPS.

Luglio-agosto-settembre 1999).


Francesco Chidichimo(1875-1928) Ginecologo e professore all’università di Roma.
Francesco Chidichimo (don Ciccio) rimane nel ricordo degli albidonesi, per due sole cose: la grossa
mole fisica; superava i due quintali di peso, tanto da avere difficoltà a viaggiare in treno e in
carrozza. Quando giungeva periodicamente, nella sua casa di Albidona, i due poveri muli che
tiravano il
traìno che lo trasportava da Trebisacce, stentavano a fare la salita della piazza San
Martino. Don Ciccio Non poteva assolutamente viaggiare a cavallo. Pure i sarti e i calzolai
incontravano difficoltà ad adeguargli l’abbigliamento che egli chiedeva, senza fare questione di
prezzo. Appena arrivato nel palazzo di Albidona, le sue due sorelle, donna Mariantonia e donna
Vicenza sapevano quale pietanza locale fargli trovare già a tavola: una grande scodella (
u vacilotto)
di peperoni arrostiti sulla brace, conditi di sale e olio crudo, una mezza pezza di formaggio delle sue
mandrie, soppressata, prosciutto e un pane casereccio di due chili.
Quando morì, anche il mastro falegname dovette trovare un diversivo per congegnargli la cassa:

“quella non era una bara ma un granaio”, ebbe a dire uno dei trasportatori. Era una bara imponente;

la portarono in treno da Cosenza a Trebisacce, e per le quattro ore della salita di Albidona fu
caricata sopra un
traìno. Invece, quando fu trasportata a spalla, per la discesa del Càfaro, ci volle
una folta squadra di robusti uomini per raggiungere il luogo della sepoltura. E se non ci fosse stato
“u Cape’i vòie”, l’uomo più forte di Trebisacce, il povero don Ciccio Chidichimo sarebbe rimasto
sulla strada di campagna. Come tutti gli altri Chidichimo, volle tornare e volle essere sepolto nella
cappella della solitaria vallata della Madonna del Càfaro della natìa Albidona.
Ma Francesco Chidichimo, figlio del deputato Luigi e di Teresa De Callis (originaria di
Mormanno), viene ricordato soprattutto per la sua scienza e per la sua professione di medico. Fece il
ginecologo anche in Argentina (Buenos Aires); successivamente, tornò in Italia per fare il docente
all’università di Roma ma esercitava anche a Cosenza, dove viveva la sua famiglia (rione delle
Paparelle).
Sul vecchio marmo della cappella della Madonna del Càfaro si legge:
- Prof. Dott. Francesco Chidichimo, ostetrico e ginecologo nella università di Roma, nato in
Albidona addì 27 aprile dell’anno 1875, morto in Cosenza addì 2 aprile dell’anno 1928. Padre
tenerissimo, marito affettuoso, fratello inobliabile, orgoglio della scienza, apostolo della sua nobile
missione, prodigo, instancabile, tutta la sua breve purissima vita tra il culto degli affetti e la
professione della sua arte, che con l’aiuto divino e senza arricchire col sangue umano gli fece
operare miracoli conservando alla grande patria madri e figli non fece doloranti, ma sani e viventi.

Nel primo anniversario della sua dipartita figli, moglie e germani, inconsolabili - .


Evelina Aloe vedova del ginecologo
Invece, da Cronaca di Calabria, n. 18/ dell’11 aprile 1966, settimanale di Cosenza, diretto da Mario
Caputo, viene ricordata la moglie del prof. Chidichimo, Evelina Aloe.
-Da Taranto è pervenuta la triste notizia della morte della gentildonna consorte del valente
ginecologo Francesco Chidichimo. Una delle più elette dame di carità verso i poveri e più
bisognosi. Ricordiamo la sua casa sul colle Triglio. Negli ultimi anni si era trasferita a Taranto
presso la sua diletta figliola Teresa, dove si è spenta per il compianto unanime di quanti la
conobbero e l’amarono. Particolari onoranze in Taranto, Cosenza e Albidona. I suoi figli: avvocato
Luigi, con la moglie donna Adelaide Martinelli, le figlie Baronessa Maria Teresa, col marito
avvocato Franco Albisinni, Diana col marito avvocato Giovanni Albisinni -.
Il loro figlio Luigi Chidichimo (
Gigiotto) è morto nel 1972 ed è l’ultimo dei Chidichimo a essere stato

sepolto nella cappella del Càfaro. Con quest’ultimo si estingue il ramo del nominato deputato.


Le sorelle Donna Vincenza e Donna Mariantonia Chidichimo

Maria Antonia
; 1945 (17 marzo). n. 6, f. 123. Figlia di Luigi e De Callis Teresa. Di anni 74. La
chiamavano Donna Mariantonia e anche “Donna Ntonetta”. Viveva nel palazzo paterno dove morì,
dopo un anno di sua sorella.
Vincenza. Nel registro di morte è scritto in latino Vincentia; 1944 (7 marzo). n. 7, f. 118. Figlia di
Luigi e De Callis Teresa, 78 anni. Donna Vicenza, dicono che abbia rifiutato due matrimoni di buon
partito: suo cugino, il medico Pietro Chidichimo di Alessandria (perché bazzicava con una popolana
più avvenente di lei) e il generale Virgallita di Terranova di Pollino. Insieme alla sorella Donna
Mariantonia, amministrava la casa Chidichimo.

Rinaldo Chidichimo junior
Appartiene ai Chidichimo della “Casa piccola”, quella di suo nonno ing. Rinaldo Chidichimo, fratello del
deputato Luigi e proprietario delle grosse masserie di Maristella, Marràco, San Dòdaro e di una parte del
vecchio palazzo di famiglia, in Albidona.
Rinaldo Chidichimo junior, che chiamano comunemente
Rinaldino, per distinguerlo da un suo zio dello
stesso nome, é nato ad Oriolo il 27 marzo del 1931, dal notaio Luigi e da Franca Toscano, altro ceppo
storico di Oriolo. Ha studiato e si è laureato a Roma, avvocato e studioso di economia. Pare che sia stato
allievo del prof. Agostino Bignardi, ex ministro liberale dell’Agricoltura; abbiamo letto diversi suoi saggi su
riviste a tiratura nazionale che trattano i problemi del mondo agricolo. Dal 1976, è stato Direttore generale
della Confragricoltura, e dal 1987 al ’92, Presidente della Cassa di Risparmio Calabria e Lucania.
Uomo di solida cultura storica e umanistica, ha accumulato un patrimonio librario e documentario che dalla
sua casa di Roma forse sarà trasferito e sistemato in Centro studi presso la Torre di Albidona, dove lo stesso
Chidichimo soggiorna per quasi tutta la parte dell’anno. Numerosi volumi della sua vasta biblioteca
riguardano la Calabria e l’Alto Jonio, compresa una preziosa cartografia dell’Italia antica.
L’avvocato Chidichimo ha pubblicato pure un libricino che si intitola:
Leggende e storie della torre
di Albidon
a, Città di Castello 1988.
Durante la sua presidenza alla Carical sono state pubblicate, dallo stesso, Ente alcune opere di grande pregio
storico e geografico sulla Calabria e Lucania:
Minoranze etniche in Calabria e Basilicata, a cura di Pietro Di Leo, nov. 1988, Emilio Di Mauro-Cava dei
Tirreni, pp. 302;
Cartografia storica di Calabria e di Basilicata, a cura di Ilario Principe, nov. 1989-
Mapograf di Vibo Valentia, pp. 324;
Calabria e Lucania – I centro storici,Vanni Scheiwiller, dic. 1991, pp

340.


Fonte: G. Rizzo

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